t r a c c e c e l t i c h e

giovedì, gennaio 11, 2007

Imbolc e Brigit

Imbolc, o Oimelc o Imbolg.
Sembra che Imbolc derivi da Imb-Folc che in gaelico significa "grande pioggia", e rimanderebbe ai cambiamenti climatici in atto in questa stagione, le giornate che si allungano, le piogge dopo la neve, (o meglio, se questa stagione non fosse così anomala :P).
Imbolc infatti è chiamato anche "Festa della Pioggia".
Il secondo significato che troviamo è "lattazione delle pecore" e "nel sacco".
Questo per gli agnelli che nascono all'inizio della bella stagione con Oestara (una sorta di "aspettando Oestara"). Il sacco rappresenterebbe il grembo della Grande Madre, il risveglio della Dea, nel periodo in cui il sole dura di più durante il giorno, e la neve si scioglie.
La Grande Madre si sta risvegliando.
Imbolc è una delle quattro feste del fuoco (le altre sono Lugh, Samhain e Beltane). Questo perché il simbolo di queste quattro feste è l'accensione del Sacro Fuoco. Il Sacro Fuoco del ciclo della vita, morte, rinascita, dell'amore, della speranza, della Luce.
Imbolc è infatti una festa di luce, di luce crescente, le donne si radunavano per celebrare la Dea della Luce, lei è Brigit (Brighid o Brigantia) Dea del triplice fuoco, Dea dei poeti e dei fabbri, dal fuoco della fucina del fabbro, dalla luce delle scintille del martellare sull'incudine.
Dea della luce divina che è la scintilla dell'ispirazione poetica, Dea dell'anima dei guaritori, era festeggiata in tutto il territorio celtico, tanto da essere diventata, in epoca cristiana una santa, Santa Brigida.
Le sorgenti di Brigit erano sorgenti guaritrici, di cui i druidi conoscevano le proprietà curative, l'acqua, elemento anch'esso potente ad Imbolc, la neve, il ghiaccio simbolo di questa festa di purificazione.
Simbolo di questa festa è anche la "croce di Brigit" un'usanza di epoca pre cristiana, ma ancora oggi praticata in alcune zone remote dell' Irlanda. Le donne preparavano queste croci, intrecciando rametti spesso di erica e spighe dai bracci uguali, e racchiusi in un cerchio, a rappresentanza della figura della ruota solare.


Tratto da "I Carmina Gadelica" di A. Carmichael.
GENEALOGIA DI BRIDE
Da Bride, o Brigit, identificata dal popolo con la più popolare figura religiosa irlandese dopo Patrizio, Santa Brigida, le Isole prendono addirittura il nome : Hi-Bride, Isles of Bride, Ebridi.
Essa è forse il più chiaro esempio di sincretismo religioso cristiano-celtico.
Brigit era nella mitologia celtica la figlia del Dagda e Dea del fuoco (come abbiamo detto), e la principale deità femminile dei Celti. Essa veniva rappresentata sotto tre aspetti, secondo l'abitudine celtica del tre che è uno: Brigit. la Dea del fuoco, la cui figura si identificò con quella della cristiana Brigida ( e a quest'ultima era significativamente dedicato il monastero di Killarney, in Irlanda, dove veniva custodito un fuoco destinato a non spegnersi mai); Bride la Vergine, Dea della saggezza, delle abilità artigiane e della poesia, chiamata con l'appellativo di Bride Regina del Canto, e suprema protettrice dei Bardi; Bride Dea della fertilità, protettrice degli amanti, degli agnelli neonati e della pianta che li nutre, la Bocca di leone (il cui nome in gaelico è:" la piccola pianta di Bride").Sotto il nome di Boune essa era la personificazione del fiume Boyne, presso il quale sorge il grande tumulo di Newgrange, palazzo del Dagda e una delle sedi principali di accesso all'Altro Mondo, il Sidh.
Il folklore della festa di Bride era ricchissimo, sia in Scozia che in Irlanda. Per esempio, è noto che durante la notte della sua festa, Bride visitava le case, e dalla direzione dei suoi passi, impressi sulla cenere del focolare con la forma del piede palmato del cigno, si traevanoauspici per l'anno a venire: di felicità e prosperità se i passi si dirigevano dalla porta al fuoco; e di sventura se si dirigevano dal fuoco verso la porta.
Alla vigilia della festa le giovani donne dei piccoli paesi portavano delle figure di stelo di grano, che dovevano rappresentare Bride; poi rivestivano l'immagine di piccole conchiglie lucenti, cristalli, di margheritine, di bucaneve e di ogni fiore di campo che riuscivano a trovare. Nel clima mite delle Ebridi molte specie di piante continuano a fiorire anche durante l'inverno, a meno che la stagione non sia straordinariamente fredda.
In corrispondenza del cuore della figura venivano sistemate una conchiglia particolarmente scintillante, oppure un piccolo cristallo. Questa veniva chiamata "reul-uil" la stella di Bride.
Le giovani donne portavano questa figura in processione, cantando l'inno "Bride bhoidheach oigh nam mile beus" "Bellissima Bride, vergine dai mille prodigi".


Né fuoco, né Sole, né Luna mi potranno bruciare,
Né lago, né fiume, né mare mi potranno affogare,
Né freccia di fata né dardo di folletto mi potranno ferire,>br> Sono sotto la protezione di Maria la Santa,
E la Dolce Madre adottiva è l'amabile Bride

Tratto da "genealogia di Bride", ultimo verso.
Testo a carattere cristiano-celtico.

Trillo dell'Elfa alle gennaio 11, 2007 11:53
§imbolc e brigit§

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