t r a c c e c e l t i c h e
Come dicevo prima però, c'è una seconda scuola di pensiero relativa all'Ynis Affalach e all'origine di Avalon. Nell'opera "Antichità della chiesa di Glanstombury" Guglielmo di Malmesbury cita due spiegazioni per l'origine del nome di Avalon:
"Galnstombury è anche ben nota come isola di avalon e questa è l'origine del nome: si dice infatti...che un giorno Glasteing trovò la sua scrofa sotto l'albero di mele che stava accanto all'antica chiesa e poichè le mele sono frutti rari da queste parti, egli decise di chiamare nella sua lingua quel posto Insula Avaloniae, che significa Isola delle Mele. Perché in britannico la parola avalla corrisponde a poma in latino.
Per altri invece il nome deriva da un certo Avalloc, che si dice abbia vissuto qui con le sue figlie, poichè questo era un posto solitario".
Ecco ciò che ha scritto Brynley F. Roberts nel 1971:
"Poichè Affalach non compare mai come nome comune salvo che in Ynis Affalach ( e se comunque fossimo al cospetto di un nome comune dovremmo trovare l'articolo determinativo, senza sottolineare che l'uso dell'aggettivo "ricco di mele", abhlach, sarebbe stato più idoneo) e poichè la parola si presenta indipendente solo nella forma di nome proprio, non mi pare sussistano fondati motivi per respingere la connessione fra il nome Avalloc e l'isola".
Dunque, per una ragione in apparenza non giustificata, Guglielmo di Malmesbury e anche altri teorici, offrono un'alternativa alla spiegazione che verte sulla localizzazione nell'Isola delle Mele. Questo significa che sin dal XII secolo e a dispetto della forte propaganda contraria, quando si parlava di Ynis Affalach era da intendersi il reame di Affalach e non l'isola delle mele?
Se è ormai ampiamente assodato che quasi tutti i romanzi continentali della saga arturiana non sono altro che il frutto di rifacimenti di anteriori testi letterari in lingua gallese, c'è però da osservare che il tema di Avalon non è mai stato affrontato in questa chiave e dunque diventa più comprensibile che le autentiche origini dell'Ynis Affalach si siano perdute nella notte del tempo, antiche come sono i secoli.

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Io sono il Vento che soffia sul mare;
Sono l'Onda dell'Oceano;
Sono il Mormorio dei Flutti;
Sono il Toro delle Sette Battaglie;
Sono il Rapace sulla rocca;
Sono un Raggio di Sole;
Sono il più Bello dei Fiori;Sono un Cinghiale Coraggioso;
Sono un Salmone nel Fiume;
Sono un Lago nella Pianura;
Sono l'Abilità dell'Artigiano;
Sono una Parola di Scienza;
Sono la Lancia che dà battaglia;
Sono il Dio che crea nella mente dell'uomo il Fuoco del Pensiero;
Chi dà luce all'assemblea sulla montagna, se non io?
Chi può dire quale sia l'età della Luna se non io?
Chi può indicare il luogo dove il sole va a riposare, se non io?
Chi chi richiama gli armenti dalla casa di Tethra?
A chi sorridono gli armenti di tethra?
Chi è il Dio che forgia gli incantesimi-
-l'incantesimo della battaglia ed il vento del mutamento?
..::Canzone di Amairgen


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